
Questo film «è la summa di tutto ciò che mi piace fare al cinema. E’ una commedia intelligente, ben scritta». Claudio Bisio presenta così questo secondo capitolo delle avventure tra gli stereotipi del settentrione che ancora come protagonisti Alberto e Mattia, interpretato da Alessandro Siani. Una coppia comica che funziona sullo schermo, così come durante la conferenza stampa che animano in continuazione.
Questa volta il soggetto è originale, scritto a quattro mani da Fabio Bonifacci e dal regista Luca Miniero che hanno ambientato questo viaggio tra i pregiudizi e i luoghi comuni del nord nel quartiere Isola di Milano, cercando di fare un «lavoro archeologico per portare alla luce i sentimenti» anche tra i colleghi dell’ufficio postale milanese.
In questo viaggio verso il nord, c’è lo sfondo accennato della crisi economica ma soprattutto quella dei sentimenti: Mattia e Maria (Valentina Lodovini) ai ferri corti poiché vivono ancora con la madre di lui, Alberto con Silvia (Angela Finocchiaro) oramai intollerante alle polveri sottili della città e alle mezze verità di un marito tutto lavoro. Il postino campano, con le sue valige piene di cibo e il giubbotto fendinebbia, si ritrova così assieme al dirigente milanese in una città non semplice, dove dovranno crescere e confrontarsi con le differenze caratteriali e culturali.

Attorno a loro si muovono tutti i personaggi che avevano già allietato il primo capitolo di questa mini saga. Debutta Paolo Rossi nelle vesti dell’integerrimo capo che fa il verso alla produttività nordica ma sopratutto a Marchionne. «Volevo fare Brunetta ma poi mi è uscito Marchionne. Il secondo giorno di lavorazione mi vesto con il cachemire, il Rolex e entro da solo nel grattacielo Pirelli. C'era una manifestazione organizzata dalla Fiom: non mi hanno riconosciuto. Su come mi hanno guardato ho costruito il personaggio». Si aggiunge poi Emma che cantaMaledetto quel giorno e la sigla finale, Nel blu dipinto di Blu: si dice fortunata per aver avuto la possibilità di passare un giorno sul set del film, fa una dichiarazione d’amore al sud e alle donne meridionali che hanno una marcia in più.
Quella che servirebbe anche al film che nella seconda parte si perde, lascia spazio ad un esagerato buonismo e a soluzioni troppo scontate. Nei 110 minuti di Benvenuti al Nord si ride a tratti, si sorride molto grazie alle capacità dei tre attori principali, Bisio – Finocchiaro - Siani, affiatati e forti del loro mestiere mentre alla Lodovini viene lasciato un ruolo marginale, supportato dalla prorompente fisicità. Forse ha ragione Pupi Avati che ad inizio gennaio aveva sottolineato come la commedia sia diventata un obbligo e che inizi ad accusare segni di stanchezza. Chapeau maestro.
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