mercoledì 20 aprile 2011

Happy days in tribunale



Erano la famiglia simbolo dei buoni sentimenti nell'America del boom economico. Le storie deiCunnigham e degli amici di Richie, Ron Howard, hanno prima allietato il pubblico americano con oltre 250 episodi dal 14 gennaio 1974 all'8 maggio 1984. Happy Days fu un successo planetario sancito anche dal merchandising che ha invaso il mercato: cartoni animati, magliette, biglietti di auguri, porta vivande, raccolte di dvd fino alle slot machines introdotte con successo nel 2008 a Las Vegas. Sono solo alcuni degli oggetti che ha reso portatile la famiglia americana per eccellenza che si è però vista privare di ingenti guadagni.
Sono infatti 40 milioni di dollari chiesti come risarcimento al network CBS, oltre alle spese legali, da parte di Marion Ross, la signora Cunnigham, Erin Moran, sua figlia nella finzione, la  famiglia dello scomparso Tom Bosley, il signor Cunningham, Don Most e Anson Williams, rispettivamente Ralph e Potsie, gli amici sfigati di Richie.
Il contratto con la Paramount Television, assorbita dalla CBS nel 2004, prevedeva che una percentuale degli introiti del merchandasing, con le voci o le immagini degli attori, venisse addebitata nei rispettivi conti corrente. Il 5% per l'immagine del singolo attore; il 2,5% per quella di gruppo.
Un comunicato stampa diffuso dal network americano rende noto che verrà corrisposto ad ogni singolo attore un risarcimento tra gli 8,500 e i 9,000$ relativi sopratutto alle entrate delle slot machine. Ben lontano dalle somme chiede dagli attori che negli anni non hanno più ottenuto il successo, e i compensi, dei lontani giorni felici.
Estranei alla vicenda sono invece Hanry Winkler, alias Fonzie, e Ron Howard che in qualità di regista di strada ne ha fatta davvero molta.

Alessia Fedele
The Week

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