lunedì 7 marzo 2011

Vecchioni alla corte di Maria

 La musica radical chic si inginocchia alla corte di Maria De Filippi e alla sua crescente egemonia nel settore. Super ospiti della decima finale di Amici sono stati Roberto Vecchioni, che ha duettato con il vincitore Virginio, e Fiorella Mannoia che ha cantato con Annalisa. La signora dalla voce vellutata si è caldamente complimentata con Maria De Filippi "Se la musica in televisione è morta la danza era sepolta: grazie per aver dato a questi ragazzi una possibilità". La Mannoia ha capito da tempo l’appeal dei talent tanto da aver partecipato anche a X Factor e pubblicato un duetto con Noemi.  L’attenzione è invece per le parole di Roberto Vecchioni che proprio a Sanremo aveva scalzato Emma, l’ultima pupilla del talent di Canale 5, facendo esultare l’intellighenzia di sinistra per il trionfo della cultura nel festival della canzone popolar-nazionale per antonomasia. Ha riconosciuto alla trasmissione e alla conduttrice il ruolo fondamentale di ambasciatrice della musica in televisione. Le dice “Brava, è così che si va in contro alla gente: io l'ho capito da poco” ha affermato prima di lasciare il palco.  Un momento inedito, breve quanto incisivo. Un rappresentante della cultura di sinistra, un cantautore applaudito dalla platea radical chic partecipa a quello che viene da loro considerato il peggior programma della televisione degli ultimi anni. Se prima viene celebrato con gli onori come una navigata padrona di casa sa fare, è stato poi Vecchioni a inginocchiarsi metaforicamente all’egemonia di Maria de Filippi e dell’impero mediatico che ha creato in questi anni, riconoscendole pubblicamente un merito che i sostenitori del professore difficilmente riescono a esprimere.  Per la seconda volta il cantautore milanese ha seguito il consiglio della moglie Daria Colombo: il primo fu si di andare a Sanremo e il secondo lo si deduce da un’affermazione rilasciata in un’intervista a Il riformista “La scelta di Roberto di partecipare al Festival è anche un’operazione culturale. La sinistra con la puzza sotto il naso, quella snob e quella dei cantautori “impegnati”, non può più permettersi di stare lontana dalle masse. Non possiamo più lasciare alla destra il festival di Sanremo o Amici.” E così è stato. Un momento di commemorazione della musica nell’unico programma musicale seguito da milioni di telespettatori, dove una voce nuova può cercare di affacciarsi al grande pubblico direttamente attraverso una telecamera. Nell’unico talent dell’era del digitale. Nel solo luogo rimasto dove si producono, a ritmo di fabbrica, serie di cantanti che riescono a portare un flebile segno di vitalità alla discografia italiana, anche se per una sola stagione.  Ed ecco che il 68enne professore fare la corte alla signora De Filippi perché sa bene che lasciare andare la fama, ora che si è tornati alla ribalta in una realtà in cui tutto si consuma e finisce presto, è quanto di più difficile si possa fare. Ed è inoltre il mezzo migliore per ribadire che in Italia il potere, anche culturale è ancora saldamente nelle mani degli over 60.

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