mercoledì 23 febbraio 2011

Contratto flop


Un debutto al di sotto di ogni aspettativa per Il contratto, gente di talento il nuovo programma di La7. Sabrina Nobile conduce questo particolare talent che ha catturato l'attenzione solo di 289.000 telespettatori equivalente all'1,18% di share. 
Il format è tutto italiano, nato da un'idea di Barbara Cappi. 12 le puntate previste prodotte dalla Verve Media. Tre i concorrenti scelti da un'azienda come candidati ideali per un posto di lavoro: il primo passo è lo stage formativo che i finalisti svolgono in contemporanea per arrivare a firmare un solo contratto a dempo indeterminato, siglato in studio alla presenza di un rappresentante dell'azienda e di Giordano Fatali, presidente di HRC. Per i due concorrenti scartati un percorso di job placement. Inoltre i concorrenti vivono nella stessa casa seguiti dalle telcamere quasi 24 ore al giorno. Angelo custode è la psicologa e coach motivazionale di Fluxus Valentina Licata che accompagna i protagonisti tra le diverse prove.
I tre candidati della prima puntata erano degliunder 40 che hanno ben fotografano la condizione che si vive nel paese: poche possibilità di emergere perché si finisce di studiare tardi. Scarse opportunità di crearsi una carriera con lavori saltuari. Ma anche l'abbrutimento che deriva dalla disoccupazione e l'ansia nella ricerca di un impiego dignitoso se sta per nascere un figlio e si è ancora dipendenti dai propri genitori. Queste le realtà raccontate dai percorsi di vita dei concorrenti, Giovanni Altavilla 32 anni di Messina con laurea in filosofia, la vincitrice Manuela Galletta 39 anni di Cagliari, diplomata all’Accademia di Belle Arti e Dario Pratesi 36 anni di Milano, laureato in Economia e Commercio.
Due ore di programma per osservare e analizzare le dinamiche del mondo del lavoro, attraverso l'esperienza sul campo dei candidati e agli esperti, ponendo particolare attenzione alla disoccupazione giovanile: nel mese di dicembre 2010 è arrivata al 29%Un giovane su tretra i 15 e i 24 anni, è senza lavoro
Presenti in studio Silvana Ceresa, counseling filosofico dell'Associazione Italiana dei Formatori e della Associazione per i Consulenti di Organizzazione. Ha parlato della figura degli adultescenti, uomini e donne adulti sulla carta ma che affrontano i colloqui con l'attitudine di un adolescente, inconsapevoli del proprio talento e incapaci di valorizzare le proprie competenze. Michel Martone, professore di Diritto del lavoro presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università L.U.I.S.S. di Roma ha focalizzato il discorso sull'attuale generazione di under 40 meno arrabbiata di quella dei propri padri, comodamente adagiata sulla paghetta. La stessa che entra tardi nel mondo del lavoro, fa fatica a diventare autonomi e non fa figli. Un ruolo di responsabilità è stato assegnato anche all'università che in molti settori fornisce solo una preparazione teorica tralasciando la parte pratica, propedeutica all'ingresso del mondo del lavoro. 
Nonostante si siano toccati temi caldi nella la prima puntata di Contratto, si può parla di un flop. Eppure i format che mettono in palio un posto di lavoro non sono una novità: quelli andati in onda all'esteo vengono ancora programmati con successo. Nel 2004 debuttava negli Stati Uniti The Apprentiece da un'idea del magnate Donald Trump, tradotto in italiano come "L'apprendistato". Sedici concorrenti divisi in due squadre devono dimostrare di svolgere al meglio il compito assegnato da un'importante azienda. Ogni settimana c'è un licenziamento e un premio ma solo uno di loro avrà un lavoro. Un programma di successo, trasmesso initerrottamente da 7 anni, replicato in diversi paesi anche con l'immancabile edizione celebrityo vip che dir si voglia.
Le differenze più evidenti tra l'idea italiana e quella a stelle e strisce sono due: il glamour e la cattiveria tipica dei talent. Si può fare di più.

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